Maglie Italia rugby mondiali 2023 Macron

Le maglie dell’Italrugby per il Mondiale 2023

Di questi tempi, può far strano sentire di una nazionale italiana che gioca un Mondiale… farà strano, forse, a chi segue solo undici tizi che danno calci a un pallone. Ma basta “schiacciare” un po’ quel pallone, portare quattro amici in più, ed eccoci a parlar di palla ovale!

La rassegna iridata in corso in Francia, proprio in questi giorni, vede infatti tra i suoi attori anche la nostra Italrugby, pronta a scendere in campo coi nuovi capi che ne contrassegneranno gli impegni di tutta la stagione 2023-2024. O “quasi”, come vedremo.

Maglie nostrane in tutto e per tutto essendo firmate da Macron, come avviene ormai dal 2017. Il marchio bolognese, in questi anni, si è fatto decisamente un nome nel modo del rugby e proprio la Coppa del Mondo francese ne rappresenta forse la definitiva consacrazione: delle 20 nazionali presenti alla fase finale, ben 7 sono infatti griffate dal Macron Hero – tra queste, su tutte le blasonate Galles e Scozia.

Gli Azzurri, al contrario, da sempre sfiorano soltanto l’olimpo della palla ovale senza mai davvero farne parte. Ciò nonostante proprio queste casacche, paradossalmente, potrebbero dare il la ad una nuova alba.

Un’Italia promettente come non capitata da un quarto di secolo, purtroppo ancora acerba, probabilmente troppo per la dura realtà con cui si scontrerà nell’immediato oltralpe… ma di fronte alla rifondazione che sta per toccare tante nazionali di primo piano, forse nessuna dotata di tanti giovani talenti in rampa di lancio come la nostra, bé gli Azzurri potranno davvero provare a portare il rugby, finalmente, nel cuore degli italiani.

Ma per adesso lasciamo perdere ipotesi, sogni e speranze forse fin troppo premature. Parliamo di qualcosa di concreto, di reale. Parliamo di maglie.

Italrugby – Home 2023-2024

L’Italia di capitan Lamaro si presenta all’appuntamento iridato nel più classico degli outfit: maglia e calzettoni azzurri, inframezzati da pantaloncini bianchi. E considerando come i nostri sono talvolta scesi in campo nell’ultimo decennio, tra azzurri sbiaditi, completi all azure, tricolori in stile Pizza Hut e un blue navy promosso non si sa bene perché a colore secondario… già così c’è da esser contenti, per questa nuova maglia Home!

Macron opta per la tradizione, quantomeno a livello di template. Una semplice maglietta con colletto a polo – con scollo chiuso da due bottoni e rifinito da un’impuntura a X –, questo solo delicatamente ornato da una fettuccia bianca cucita a contrasto e per giunta seminascosta; bianchi sono pure i bordo manica a contrasto, abbastanza marcati, oltre che i discreti inserti traforati sottomanica.

Le vere personalizzazioni risiedono nella trama, in particolare sul busto: qui è protagonista il disegno stilizzato delle fronde d’alloro che sostengono lo Scudetto della Federugby – il più bello dello sport italiano, permettetemi di dirlo –, realizzato tono su tono in stampa sublimata.

A dir la verità, un altro dettaglio di stile è presente nel fondo maglia posteriore; un dettaglio decisamente romano e che riprende un discorso introdotto con le divise della stagione 2022-2023. Da queste, infatti, Macron sta portando avanti per l’Italrugby un concept fortemente legato alla Città Eterna: se sui kit usati fino a pochi mesi fa campeggiava il Colosseo, oggi quello spazio della divisa reca la Lupa Capitolina, riportata con un disegno embossato.

Va da se che anche per chi non segue assiduamente la disciplina, risulta difficile comprendere il perché di un simile debito verso la romanità. Certo, la palla ovale vanta sicuramente una buona tradizione nella Capitale, che per giunta ospita in pianta stabile gli Azzurri fin dall’esordio nel 6 Nazioni, datato l’ormai lontano 2000.

Tuttavia, il rugby italiano ha la sua terra di riferimento nel Triveneto, regione dove ha storicamente prosperato e che tuttora ne rappresenta il maggiore bacino: per squadre, per giocatori e per tifosi. Pertanto, sia ieri per l’Anfiteatro Flavio sia oggi per la Lupa, diventa arduo accettare una scelta stilistica che non solo ignora la storia nostrana di questo sport, ma anzi finisce per griffare una maglia nazionale per antonomasia con un rimando così fortemente locale.

Non trovo valide ragioni né storiche né geografiche né tantomeno politiche per tutto ciò… se non nel merchandising, soprattutto quello rivolto ai tifosi stranieri che transiteranno per Roma, toponimo sicuramente più familiare ai loro occhi rispetto a Padova, Rovigo o Treviso. Pecunia non olet, tanto per rimanere nei paraggi.

In più, è bene specificare che la World Rugby, ovvero l’organo internazionale che sovrintende l’organizzazione della Coppa del Mondo, impone dei precisi paletti nella fattura delle uniformi da usare durante la rassegna: stemma federale a sinistra, marchio dello sponsor tecnico al centro e logo dell’edizione a destra.

Ferrei paletti che tutte le nazionali devono rispettare, con pochi limiti entro cui i designer possono agire – nel caso dell’Italia, la presenza di un colletto a polo ha fatto scivolare il Macron Hero in posizione quasi ombelicale.

Al contrario, al termine del Mondiale (come abbiamo già visto nei test match delle settimane precedenti) ammireremo in campo una canonica maglia azzurra con stemma a sinistra e logo a destra, punto. Ah, sì, al di fuori degli impegni iridati l’Italrugby e tutte le altre nazionali possono mostrare anche “qualche” sponsor in più, alla stregua di un qualsiasi club…

Italrugby – Alternate 2023-2024

Tutto quanto appena detto vale anche per la maglia Alternate, l’esatto negativo della Home in ogni suo dettaglio. Attenzione: non parliamo di una seconda divisa ma proprio di una alternativa dato che, nella palla ovale, è sempre rimasta radicata la consuetudine che vuole sia la squadra padrona di casa, quella deputata a cambiar casacca dinanzi alla formazione ospite.

Per l’Italia, quindi, un completo di cortesia composto da maglia e calzettoni bianchi, interrotti da pantaloncini azzurri. C’est plus facile.

Per gli impallinati dei dettagli tecnici, tutte le divise sono realizzate in tessuto Eco Fabric, ovvero poliestere al 100% proveniente da plastica riciclata: sono circa 13 le bottiglie da mezzo litro che vengono recuperate nella produzione di ciascuna maglia. I due kit presentano una vestibilità Body Fit e tessuti, nello specifico Eco-Armevo con inserti in Eco-Boditex, volti ad assicurare resistenza oltre che leggerezza e traspirabilità.

Certo, per uomini da un quintale e passa, probabilmente qualche grammo in meno farà poca differenza rispetto a corsa e muscoli… Come abbiamo accennato all’inizio, quel che conterà per Capuozzo e gli imberbi compagni, con queste maglie addosso, sarà fare esperienza e restare coi piedi per terra dinanzi a Francia e Nuova Zelanda, badando soprattutto ad assicurarsi quel terzo posto nel girone che garantirà la qualificazione diretta al Mondiale 2027. Dopodiché, provare a prendersi il futuro.

Nel frattempo, tifiamo per queste maglie. Sempre.


Photocredits | macron.com | @Federugby

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