Promuovere il made in Italy nel mondo del calcio?

11 marzo 2010 by passionemaglie.it  

Questo articolo è scritto da un lettore del blog che vorrebbe aprire un dibattito sui marchi sportivi italiani

L’Italia è un paese sportivo, questo è risaputo. E l’Italia è un paese che lo sport lo veste.

Concentriamoci nel mondo del calcio.
Numerose sono le aziende che in tutto il territorio italiano producono capi d’abbigliamento calcistico. Alcune di queste lavorano solo su base locale, altre in un contesto nazionale e oltre. Certo è che forse dalle imprese italiane ci si sarebbe aspettato di più a livello internazionale.

Le produzioni di maglie dei più prestigiosi club del globo sono targate Nike, Adidas, Puma e altre. Quello che sembra strano è che nei primissimi posti manca un’italiana. Non siamo forse la patria del calcio e della moda? Un binomio che da noi stenta a decollare.

Notizie recenti ci parlano di governi che cercano di salvaguardare  i prodotti italiani ed esportare il “made in Italy” all’estero. E allora, senza scomodare chi ci governa, non sarebbe il caso di ampliarci anche in questo settore?
Per capire bene di cosa sto parlando ecco un resoconto che fotografa la situazione attuale.

SERIE A

  • 15 squadre hanno come sponsor tecnico un’azienda italiana (Erreà – Macron – Legea – Givova – Lotto – Kappa)
  • 5 squadre hanno come sponsor tecnico un’azienda straniera (Asics – Nike – Puma – Adidas)

BUNDESLIGA

  • 2 squadre hanno come sponsor tecnico un’azienda italiana (Kappa – Lotto)

PREMIER LEAGUE

  • 1 squadra ha come sponsor tecnico un’azienda italiana (Erreà)

LIGA

  • 4 squadre hanno come sponsor tecnico un’azienda italiana (Diadora – Lotto – Kappa – Legea)

NAZIONALI EUROPEE

  • 4 squadre hanno come sponsor tecnico un’azienda Italiana (Malta/Diadora – Montenegro/Legea – Bosnia/Legea – Islanda/Erreà)

Ora, quello che risalta agli occhi in modo immediato da queste statistiche è il fatto che, escludendo la nostra serie A, nei campionati europei la presenza di marche italiane è davvero esigua. Se poi si va a guardare quali squadre adottano il made in Italy, si capisce che non si parla di club appartenenti alle fasce più importanti. Nike e Adidas la fanno da padrona, difficile invadere il loro palcoscenico per stile e tecnologie. Forse le nostre squadre “big” dovrebbero appoggiare la causa del “prodotto italiano”, ma il marketing chiama. E dunque?
Difficile equilibrare le due cose.

Tra le nazionali europee (e non solo) la musica non cambia. Legea, Diadora ed Erreà vestono paesi come Malta, Montenegro e Islanda, non certo delle finaliste mondiali. Qui, di sicuro, si potrebbe aprire un ampio argomento sulla nostra di Nazionale.
La FIGC attualmente veste gli atleti con divise tedesche, firmate Puma. Ci si aspetterebbe che la Federazione fosse la prima a far si che il made in Italy si sviluppi. Eppure non è così.
Giusta o sbagliata questa scelta, per ora, non sembra essere messa in discussione.

Si spera che quest’inchiesta possa essere spunto di riflessioni, affinchè si capisca se privilegiare il marketing internazionale significa, in un certo senso, indebolire la nostra economia. Perchè, senza tanti fronzoli, se le migliori squadre europee vestissero italiano, gli introiti sarebbero nettamente maggiori.

Scritto da Emanuele C. per Passionemaglie.it

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Commenti

  1. Walter scrive:

    Considerazione giusta quella di Emanuele, pero’ ci sono almeno due cose da rilevare:
    1)si parla di Made in Italy ma credo che nessuna delle aziende italiane di cui si parla fornisca prodotti davvero fatti in Italia e quindi al massimo se ne dovrebbe parlare solo a livello di design
    2)Nike a Adidas sono chiaramente irraggiungibili adesso, e di sicuro non è un buon momento per investire, vedi la fine della Diadora…
    Personalmente comprerei molto piu’ volentieri abbigliamento sportivo made in Italy (che praticamente non esiste piu’), come buona parte dell’abbigliamento in generale e senza nessun vantaggio a livello di prezzi.

  2. Roberto scrive:

    ….l’Italia ha perso molto terreno in termini di competitività praticamente in tutti i settori merceologici compreso il settore dell’abbigliamento sportivo che paga la crisi generale e l’incapacità di rilanciarsi dell’intero Paese

  3. the_pickwick_pub scrive:

    quoto chi mi ha preceduto: mi piacerebbe appurare quanto ci sia di davvero fatto in italia nel made in italy in circolazione, tanto per cominciare…basta con i paladini del prodotto italiano che in realtà appiccicano in ultima battuta il proprio marchio su prodotti cinesi e indiani.

    secondariamente proponiamo buon design abbinato a materiali scadenti, oppure ottimi tessuti e buone rifiniture accompagnati da grafiche penose…difficile riscuotere unanime successo così.

    insomma, c’è da lavorare e pure parecchio: sarebbe tutto più semplice se i vari brand riunissero le proprie (esigue) forze invece di affrontare il mercato globale da sole, perchè tanto non abbiamo la forza produttiva e commerciale dei grandi marchi.

  4. alessandro scrive:

    umbro……………

  5. lorenzo scrive:

    nn vedrei x nnt male l’italia vestita da macron o erreà

  6. CTAMS46 scrive:

    Purtroppo Nike e Adidas sono troppo superiori per ora..

  7. alessandro scrive:

    umbro……è unica,il resto non conta!!!

  8. squaccio scrive:

    Qualcuno dovrebbe dirmi da quale uovo di pasqua è uscita la givova: ennesimo scopiazzamento del logo nike (e che diamine un po’ di fantasia), ennesimo scopiazzamento nei kit per di + 1 brand già di per sè “sottomarca” (legea)…mah…

    • giangio87 scrive:

      givona, se non sbaglio e la ditta di uno che faceva divise sportive per altre marche, e che in seguito si è messo in propio, almeno nel sito della suddetta givona diceva così

      però definire legea sottomarca…. scopiazza liberamente, ma ciò è simbolo solo di scarsa inventiva

      • squaccio scrive:

        Secondo me seguono la stessa logica dei prodotti delle bancarelle: scopiazzare il logo così i – attenti la scambiano x la nike; non so se ricordate all’inizio ricordava la “banda” della asics..
        cmq sta facendo qualche passettino in avanti rispetto agli inizi; io la seguo da vicino essendo il fornitore del mio Foggia da qualche anno e quest’anno qualcosa di decente l’ha proposto, certo le toppe orribili sulle spalle nn si possono guardare !!!

        Riguardo gli altri dopo la kappa ci sta il vuoto visto che la diadora e la lotto facevano kit discreti ma ora sono crollati; e le altre meglio tacere..forse la errea è in ripresa…

    • the_pickwick_pub scrive:

      è uscita dall’uovo legea dato che il proprietario di givova era socio del titolare di legea.

      • Aleball scrive:

        Più che socio, è il fratello.
        E si vede : il prodotto è assolutamente identico, esce dalla medesima fabbrica e cambiano esclusivamente il logo.

        • JosephDarkVolk scrive:

          In pratica:
          La legea aveva come amministratore i fratelli Acampora..
          Giovanni pero aveva deciso (forse dopo diverbi) di uscire dalla società e crearne una nuova la Givova
          Infatti sia la Legea che la Givova si trovano nell’area Torre Annunziata/Pompei

          Sponsorizza squadre di basket (udine e scafati) la serie A spgnola di pallamano e la serie B slovacca di calcio!

        • squaccio scrive:

          quindi adesso la “legea” sarà “leea” visto ke il nome deriva dal nucleo familiare del fondatore… :-)

        • Walter scrive:

          Anche la Zeus e la Devis sono nel napoletano giusto?
          Mi piacerebbe saperne di piu’ di queste aziende “minori”

        • squaccio scrive:

          a questo punto aggiungerei la Royal che dovrebbe essere campana (sponsor tecnico storico della Cavese) e la Onze che veste la Reggina ed il Catanzaro quindi dovrebbe essere calabrese

        • Walter scrive:

          Mi sono scordato di A-Line e Garman…:(

        • JosephDarkVolk scrive:

          La Zeus e di Torre Annunziata (fotrnisce il Crotone)
          La Royal e di Cava de Tirreni e fornisce maglie anche per il Trenclin (slovacchia)
          La Devis mi sembra sia fallita
          La Mass e di Frosinone ed e la realta piu famosa!

        • salvatore scrive:

          ma finiamo di fare queste chiacchiere da riunione condominiale???

  9. marco scrive:

    beh, oltre ai discorsi di marketing (le nostre aziende non possono pagare i club quanto Nike o Aididas) c’è anche un discorso di design: le maglie legea sono orrende, le macron pure (tranne forse il napoli) e le erreà molto semplici.
    le lotto sono già migliori come materiali, ma hanno lo svantaggio dei loghi rossi e bianchi sulle maniche e ai lati dei pantaloncini che sono un pò invadenti (almeno i legea richiamano i colori societari).
    L’unica che mi sento di salvare è Kappa, che mantiene i suoi template molto simili, con piccole variazioni di anno in anno ma tira fuori sempre qualche chicca (come il vecchio logo della lupa sull’attuale maglia nera della roma) oltre ad essere l’unica a vestire squadre un minimo più blasonate (o che almeno fanno le coppe europee: Dortmund, Valencia, Copenhagen, Roma e qualche nazionale minore – vedi jamaica- ).
    ecco, per la nazionale vedrei bene solo kappa come brand italiano, come avevamo qualche annetto fa.
    ma per gli altri preferirei aziende più blasonate: ad esempio non capisco perché adidas non si fila i nostri club tranne il Milan.
    squadre come la fiorentina penso si meriterebbero un top sponsor, come in francia adidas sponsorizza squadre “minori” come il Saint Etienne…

  10. Republic of Kosovo scrive:

    ormai è tutto MADE IN CHINA ! :-(

  11. papox7 scrive:

    macron avrà dall’anno prox west ham e millwall…
    cmq penso ke le maglie della macron siano davvero belle soprattutto quelle rosse del catania e cagliari.
    Kappa però rimane la n.1 in Italia!!!

  12. Marco scrive:

    ma anche la kappa non è che sia questo granchè….in passato lo era, almeno fino a quando ha sponsorizzato la juventus. Poi si è dato quello stile che non ha più cambiato, anzi secondo me peggiora sempre

    • giglio66 scrive:

      In linea di massima sono d’accordo con te. I modelli utilizzati dalla kappa, sono tutti discendenti del famoso e glorioso “kombat 2000″, materiali buoni, con linee aderenti che poi altre marche hanno copiato.

      hanno fatto qualcosa di leggermente innovativo con il Borussia Dortmund, poi in quanto a fantasia si sono fermati.

  13. Enrico scrive:

    Il discorso non è made in Italy o meno…il discorso è che Adidas Puma e Nike riescono a garantire grossi contratti alle società in termini economici, penso che se Erreà e Legea offrissero alla nazionale italiana o ad alcuni top club un contratto di sponsorizzazione tecnica con cifre maggiori alle altre non ci sarebbero questi problemi! Purtroppo non conta la qualità materiali e design ma oggi le società vogliono i soldi!!

    • passionemaglie.it scrive:

      Sicuramente le società vogliono i soldi, ma anche il marchio famoso.
      Ricordo qualche anno fa quando la Roma stava per concludere l’accordo con la Legea. Tutti i tifosi giallorossi gridarono allo scandalo perchè il marchio campano era da “quattro soldi”.

      Poi la Roma scelse Kappa all’ultimo secondo.

  14. giglio66 scrive:

    Ci sarebbe da scrivere per qualche ora, su questo argomento !!!
    In breve posso dire che “kappa” e “lotto” al momento sono le aziende più grosse, con maggiori potenzialità (anche in chiave sponsorizzazione di squadre importanti o nazionali, ma che lasciano un po’ a desiderare dal punti di vista estetico o dei materiali (Lotto in primis).

    In ascesa, invece, la “macron” che è sbarcata anche in paesi esteri con buoni risultati (da quello che so).

    Erreà e tutte le altre, le lascerei come fornitrici dei campionati dilettantistici, non mi sembrano all’altezza dei tempi attuali (Legea in primis)

  15. Aleball scrive:

    E’ una questione di denaro, nulla più, chi investe maggiormente si prende il club.
    Nessuno vieta ad Errea o Lotto di sponsorizzare la nazionale italiana, o il Milan o l’Inter, ma i top team sia a livello di club che di nazionale sono inavvicinabili se non ti chiami Nike, Adidas o Puma.
    Provate a convincere la FIGC o qualsiasi presidente di club ad accettare un contratto di un azienda italiana che è un quinto di quello offerto dai tre colossi per favorire il made in Italy e vediamo cosa vi risponderà…

  16. salvatore scrive:

    ragazzi vi state arenando su una discussione sterile…..è inutile parlarne oltre…oggi per imporre un marchio a livello mondiale di vuole un giusto marketing e per fare un marketing su scala mondiale ci vogliono soldi e quindi liquidità che oggi le aziende Italiane sportive non hanno…quindi non possono nemmeno investire su nuovi modelli…vedi la Kappa che si è fermata al modello Kombatt di ormai 10 anni fa…. è la solita storia del cane che si morde la coda….

    • Marco scrive:

      alla fine la kappa fa solo quel modello e come ho detto si peggiora sempre piu…voi mi spiegate ke signifikano quei loghi grossi sulle spalle??? la nike non farebbe mai una kosa del genere.
      Inoltre questi modelli sempre aderenti sfufano, la kappa se vuole riacquistare punti dovrebbe seguire la stessa linea della umbro facendo cose semplici ma belle.
      Secondo me poi dovrebbe rivedere sopratutto i colletti, e poi un altra scelta ke non kapisco è quella scritta kappa storta(vedi maglia del torino).
      Sinceramente una delle ultime maglie che mi piace della kappa è quella del centenario del borussia dortmund.

  17. Marco scrive:

    purtroppo la scelta di diversificare il design se può essere un pregio, alla fine non credo sia un vantaggio, visto ke le grandi squadre e le grandi nazionali si vogliono assicurare maglie belle…non a caso prima la juve e il barcellona avevano la kappa, e cioè il periodo in cui lo stile delle maglie era quasi uniforme.
    Mi dispiace x la lotto che in passato faceva maglie belle, quando ce l aveva il milan come sponsor

  18. passionemaglie.it scrive:

    @squaccio
    La Onze è calabrese, giusto. Precisamente è in provincia di Cosenza e infatti veste anche i rossoblù che militano in Lega Pro.

  19. cesco11 scrive:

    i nostri cari marchi italiani sponsorizzano tantissimi club in tutto il mondo, soprattutto nelle serie minori, ma sono attivi anche su altri fronti…
    tra i tanti già citati io direi che è stata dimenticata la FILA che dal 2008 è sponsor ufficiale di Wimbledon, prestigioso torneo tennistico, ed è anche sponsor di una società di calcio brasiliano.
    Il problema essenziale della mancata emersione dei nostri marchi è l’offerta del mercato largamente occupata da 5 marchi: Nike, Adidas, Puma, Umbro e Reebok
    Ma siamo sicuri che i marchi siano 5? forse ai più non è noto ma la Umbro è, dal 2007, di proprietà della Nike (già proprietaria della Converse dal 2003), mentre la Reebok, dal 2006, è dell’Adidas, legata a doppio filo alla Puma perché fondate da due fratelli (un po’ come Legea e Givova XD). Dopo quest’analisi è evidente che 6 marchi di impostanza internazionale che in molti campi hanno profitti plurimilionari, in mano a 2/3 (a seconda se consideriamo Puma ed Adidas un unico ente produttivo o li distinguiamo) aziende leader non permette una concorrenza “leale”… sarebbe come correre in formula uno con un’auto di completa produzione propria contro 3 scuderie con motore Ferrari e 3 con motore Mercedes… quante possibilità avreste di vincere? e quante ne hanno le nostre aziende i farsi spazio tra questi 2 colossi?

    • squaccio scrive:

      Secondo me bisogna capire il rapporto causa – effetto: i grandi eventi o le grandi squadre scelgono le multinazionali snobbando i prodotti italiani perchè offrono di + o perchè (attualmente) i prodotti nostrani sono qualche spanna sotto ??? Ma ve l’immaginate l’Inghilterra con le toppe Lotto o la Germania Macron ??? Brividi…credo che fino a quando sono stati a livello gli esempi erano molti: Olanda/Milan/Napoli-Lotto, Belgio/Scozia-Diadora…

      • giangio87 scrive:

        non è questione di immaginare tizio o caio con le toppe lotto o della macron… è questione di soldi, i nostri marchi non possono permettersi di far i contratti come fanno le società come nike, adidas, puma…

        se la legea offrisse 100 milioni al brasile per 10 ani statti tranquillo che il brasile accetterebbe. tanto chi se ne frega delle toppe, basta che qualcuno paga e tutti accetterebbero

        • squaccio scrive:

          Sicuro ??? A memoria mia ricordo che qualche anno fa la nike impose all’Atletico una inusuale divisa metà bianca e metà rossa e dopo una sollevazione popolare ritirò quella maglia e giocarono con la maglia a righe dell’anno precedente; quindi per me conta molto anche la qualità del prodotto..
          ..correggetemi se sbaglio ovviamente..

        • giangio87 scrive:

          la nike aveva offerto quel modello anche al barca e ad altre squadre…
          i tifosi non sono le società, se una marea di tifosi protesta ci perdere l’azienda che fa le divise, non la società, tanto alla società interessa intascare i soldi. ed alle aziende interessa intascare i soldi dai tifosi. se i tifosi protestano e non danno soldi, è normale che le aziende li assecondino

    • Walter scrive:

      Il discorso è giusto, soprattutto se pensiamo che fino a poco piu’ di 10 anni fa la presenza della Nike nel calcio era marginale, ricordo solo B.Dortmund e PSG e forse Arsenal + Napoli in Italia, mentre poi hanno cominciato ad offrire contratti decennali molto remunerativi alle grandi del calcio europeo, costringendo l’unico vero competitor Adidas a fare lo stesso, mentre per gli altri rimangono solo le “briciole” o poco piu’…

      • FootballAndre scrive:

        In effetti basta pensare che Nike è entrata nel business del pallone seriamente “appena” 12 anni fa ed è attualmente leader del settore. E’ anche questione di mentalità imprenditoriale, meritocrazia, autostima ecc. ecc. Al più in Italia si pensa ad evadere e a arraffare quando si parla di “industria” o alta finanza.

  20. passionemaglie.it scrive:

    @salvatore
    Se vuoi proponi altri argomenti, ma non puoi decidere tu se, quando e di cosa si deve parlare. Non è carino verso gli altri, non trovi?

    E poi fare l’elenco delle aziende italiane non è affatto inutile ;)

    • salvatore scrive:

      vedi…. te l’avevo detto che oltre inutile era dannoso…come vedi qualcuno sfiora addirittura la diffamazione….. avrei voluto consigliarti di chiudere qui quest’argomento…. ma il sito è tuo quindi a te la palla… se mi sono permesso di scrivere che è una discussione inutile e sterile è perchè ho un pò di esperienza di forum e sò dove purtroppo spesso si va ad impantanarsi…..

  21. Emanuele scrive:

    Noto con piacere che durante la discussione sia stata citata la Onze. Il marchio calabrese creò lo scorso anno per la Reggina delle divise ottime, specie la seconda e la terza…consiglio di andarle a rivedere ;)

    • FootballAndre scrive:

      Vero, è da parecchi anni che Onze lavora bene. Purtroppo però la distribuzione dei prodotti replica è affidata in esclusiva ai club store, limitandone assurdamente la diffusione. Stesso succede per le maglie Legea. E’ follia che un reggino o un catanese “fuori sede” non possano trovare le divise della loro squadra se non a Reggio o a Catania (o sul web…) Questo è un altro palese motivo di poca performance dei “brands” de noialtri!
      PS Nessuno ha parlato di Mass!

  22. alessandro scrive:

    IO penso che i marchi italiani non saranno mai competitivi…….
    i vari macron ,onze,mass,legea…..e chi più ne a più ne metta…….
    sono scandalosi,e mi vergognerei di essere rappresentato da marchi che sono da bancarella taroccata.

    • FootballAndre scrive:

      Che osservazione costruttiva! Potevi lasciarla in gola… c’è gente brava e onesta che lavora in quelle aziende che forniscono un prodotto tecnicamente molto avanzato (erreà per esempio) bello e funzionale e che contribuiscono con la loro opera a “sostenere” realtà calcistiche che avendo brand di non primario appeal si ritroverebbero senza sponsor tecnico. A ognuno il suo!

  23. alessandro scrive:

    Ascolta saranno pure onesti,lavoratori,……
    ma non sanno fare il propio lavoro, mancano di inventiva e semplicita.
    INVASIVI!!!

  24. passionemaglie.it scrive:

    Scusami Alessandro, mi sembri un po’ irrispettoso e troppo critico per il lavoro altrui.
    C’è modo e modo di criticare :)

    Dietro ogni azienda ci sono decine di persone che lavorano, definirli addirittura invasivi non è corretto. A te può non piacere quello che fanno, ma se esprimi giudizi così cattivi devi motivarli per bene.
    Scrivi “non sanno fare il proprio lavoro”, tu sei un esperto del settore per giudicare l’operato di un’azienda a 360°?

    Ti voglio far capire che sei ai limiti della diffamazione…

  25. alessandro scrive:

    Invasivo sono i marchi che stampano sulla maglia,è trovo che siano invasive,è chiaro che non critico chi ci lavora,ci mancherebbe….
    Io sono per le cose semplici e credo che se una maglia da calcio sia ridicolizzata il mio giudizzio è negativo,visto che siamo in democrazzia lo esprimo liberamente senza offendere nessuno.

    • FootballAndre scrive:

      Così è un po più chiaro…anche se i loghi sulle maglie non si stampano da soli! Allora viva la democrazzia!:-)

  26. alessandro scrive:

    Ascolta ma tu compreresti una maglia che non valorizza la storia del club?

  27. passionemaglie.it scrive:

    Se mi piace la compro, non sempre si bada alla storia che c’è dietro una maglia per decidere se acquistarla.

    Mi sembra di capire che sei arrabbiato per qualche maglia in particolare, perchè non ci fai capire meglio?

  28. FootballAndre scrive:

    Si, si facci capire meglio… confessati figliuolo!!

  29. alessandro scrive:

    Io credo che il tifoso dell’UDINESE non è stato tanto contento di vedere la sua maglia cambiata,per capirci noi tifosi in una maglia chiediamo che sia rispettata la tradizione,cosa che i marchi italiani non rispettano,poi cari amici se non siete d’accordo con me……pazienza.

    • passionemaglie.it scrive:

      Società e sponsor tecnico lavorano in sinergia. Non esiste che un’azienda crei una maglia e la squadra deve accettarla.
      Evidentemente all’Udinese piaceva quel tipo di maglia o addirittura è stata proprio la società a dettare le indicazioni. Chi può saperlo?

      Prendiamo il Parma ad esempio: nel 2004-2005 ha ripreso finalmente la sua maglia originaria, secondo te è stata la Champion o la società a volerla rifare?
      Leggi l’articolo che ho appena pubblicato: http://www.passionemaglie.it/2010/03/leonardi-svela-le-prime-indiscrezioni-sulla-maglia-del-parma-per-il-2010-2011/
      Leonardi, amministratore delegato, detta le indicazioni sulle nuove maglie. A conferma che è sempre la società a decidere. E ci mancherebbe altro visto che è lei a metterci i soldini ;)

    • FootballAndre scrive:

      Chissà allora se ti piaceranno le 4 nuove maglie nella collezione LEGEA che sarà il vostro sponsor tecnico il prossimo anno… Ce n’è una anche “storica”!
      E cmq sono d’accordo con te, ma non quando ti esprimi come un “coattone” arruffapopolo.

  30. Riccardenburg scrive:

    Da come si può capire nei vari post, ogni persona ha i propri gusti in fatto di maglie da calcio. C’è il tifoso che non apprezza i prodotti Kappa perchè non si ‘rinnovano’ quasi mai e quelli che vorrebbero una maglia che richiami in maniera ossessiva la divisa storica di un club. Io sono della Roma e ho ho cominciato a comprare la prima maglia della mia squadra dal 1990 in poi ed ovviamente ne ho viste e sentite (nei vari forum) di tutti i colori. In definitiva: che deve fare una casa d’abbigliamento sportivo per far apprezzare il proprio lavoro?
    Per quanto riguarda la discussione principale, l’ingresso di Nike nel mercato europeo (sfruttando le potenzialità dello sport più seguito) ha rivoluzionato il mondo delle forniture tecniche. La tattica seguita dalla casa americana è quella di firmare lunghi contratti con le squadre più attrezzate dei vari campionati: perchè dovrebbero spendere i loro soldini per fornire le divise ad un grosso numero di squadre minori tipo,lo dico così per esempio senza voler offendere nessuno, il Siena mentre possono apporre il loro logo sulle maglie di Juve ed Inter e farmi notare dalla totalità dei tifosi e dei semplici spettatori di calcio? Questa era la politica che fino a dieci anni fa seguiva l’Adidas (ricorderete le sponsorizzazioni di massa fatte alle squadre del blocco socialista). Ovviamente Adidas si è dovuta gettare nell’arena seguendo lo stesso esempio e così ha fatto Puma. In questo tipo di battaglia le aziende italiane non possono competere con i brand multinazionali ma, se è vero che marchi rinomati come Lotto hanno perso un po’ del loro appeal, questa situazione ha creato un numero maggiore di marchi medi e piccoli che possono trovare il loro ‘posto al sole’ nella nostra serie A, cosa impensabile negli anni ’80. Non dobbiamo dimenticare, infine, che la sponsorizzazione di un team è un mezzo per dare risalto al proprio marchio non tanto in funzione della vendita dei prodotti di una determinata squadra (il merchandising), quanto per reclamizzare prodotti tipo scarpe da ginnastica, magliette e prodotti da destinare squadre dilettantistiche e amatoriali.

  31. Gaspare Ressa scrive:

    Da addetto ai lavori devo segnalare purtroppo che tutte le aziende citate fanno prodotti PESSIMI per il portiere e che la supremazia delle aziende tedesche nel campo (PUMA, REUSCH e UHLSPORT) è di gran lunga meritata, visti gli studi e le tecnologie applicate sui prodotti.

    Ulteriore beffa è quella riguardante Reusch, che al momento è la migliore delle 3 e che vede come designer Sara per l’abbigliamento (quest’anno rivoluzionario) e Paolo per i guanti. Due italiani DOC.

    • FootballAndre scrive:

      Mi sa che sei un po off topic, qui si parla di forniture tecniche “per la squadra” non di attrezzi tecnici per portieri su cui hai ovviamente tutte le ragioni. Sennò finiamo anche a parlare di parastinchi e performance underwear…….

      • Gaspare Ressa scrive:

        Grazie per avermi dato ragione. :)

        Lavorando nel campo non ti dico la rabbia nel vedere come le nostre aziende trascurino la fetta di mercato dei numeri 1.

        Non lo vedo tanto fuori tema come discussione, perché anche il portiere scende in campo eh! ;)

        • FootballAndre scrive:

          Eppure l’arbitro che è vestito tutto italiano! :-)
          No, è che in effetti si è sempre pensato che i guanti da portiere fossero una cosa “tedesca” ed anche le major faticano a colmare il gap tecnologico con i produttori numero 1 che però hanno sempre anche investito nelle sponsorizzazioni dei migliori portieri.

    • giglio66 scrive:

      Confermo che, fino a circa 10/15 anni fa, i portieri delle varie squadre avevano maglie realizzate dalla Uhlsport (qualcuno anche dalla Reusch) con i rinforzi sui gomiti e sulle spalle, ma che erano costretti a coprire il logo, perchè la propria squadra aveva contratti di sponsorizzazione con altre società.

      Vi racconto questo aneddoto:nella stagione 1994/95, Francesco Toldo, portiere della Fiorentina e Cervone, portiere della Roma, avevano la stessa maglia realizzata dalla Uhlsport (che ho anche io autografata da Toldo, che vi faccio vedere qui sotto:
      toldo%20varia.jpg

      Però, mentre la Uhlsport in quell’anno era lo sponsor tecnico della Fiorentina e pertanto toldo poteva esporre il logo della “U”, Cervone fu costretto a coprirlo con un adesivo, perchè la Roma era sponsorizzata dalla asics !!
      Potete intravedere il tutto nella foto qui sotto, con i due portieri della Roma con maglie diverse e se guardate bene, Cervone attaccò la toppa con la scritta “asics” in verticale (sullo scollo a V) per coprire il logo Uhlsport !!

      a9s7wp.jpg

      • squaccio scrive:

        Le mie preferite di quell’epoca ??? la “tigrata” di Tacconi (tutta nera con motivi verdi o rosa), quella a tringolini sempre verdi o rosa (uhlsport) e quella di Peruzzi(prima annata da titolare alla Juve) che aveva il sopra blu e il sotto verdee lilla credo Reusch

  32. Aleball scrive:

    A proposito del modus operandi di alcune aziende italiane :

    http://www.asgnocerina.it/index.php?option=com_content&view=article&id=268:comunicazione-magliette-centenario&catid=40:news&Itemid=89

    Filippo Zenna NOCERA INFERIORE per “IL MATTINO”.
    Il rosso, il nero ed il “giallo” di una maglia storica, ma discussa: venerdì scorso è stata presentata per onorare la ricorrenza del centenario, tre giorni dopo ne è stata già bloccata la vendita e tutti gli esemplari restati in giacenza sono stati ritirati dal mercato. Il giallo, tra il rosso ed il nero, è stato sfumato dal granata, dal granata della Salernitana, il cui nome visibile in controluce sul retro del colletto era stato ricoperto dal marchio adesivo Ag Nocerina. Un lavaggio e l’inghippo è stato scoperto, mandando su tutte le furie le centinaia di tifosi che s’erano assicurati il prezioso “cimelio” ed ovviamente la società, che aveva concentrato tantissime energie (e risorse economiche) perché l’anno del centenario s’aprisse col botto, perché la festa fosse indimenticabile. Ed invece un errore di stampa all’apparenza banale ha provocato una mezza sommossa popolare: il punto vendita ufficiale Anaclerico è stato preso d’assalto dagli acquirenti inviperiti, i responsabili dello shoe-room hanno immediatamente provveduto a ritirare il prodotto difettato e a consegnare in cambio un buono da 49 euro su indicazione della società, che immediatamente s’è rivalsa sulla Givova, cui era stata commissionata la produzione delle magliette del centenario. Dal sito internet che raccoglie gli umori del tifo – forza nocerina.it – è stata addirittura lanciata una proposta di “classing act” nei confronti della Givova, che è sponsor tecnico dei rossoneri ed anche della Salernitana, per il risarcimento economico e per certi versi anche morale. Risentito ed amareggiato il presidente della Nocerina, Giovanni Citarella: «Eravamo già pronti ad esporre denuncia tanto per il danno di natura finanziaria quanto soprattutto per quello d’immagine. La Givova però s’è scusata per l’accaduto, ha immediatamente ritirato le maglie dal mercato e ci ha assicurato che nel giro di quindici giorni saranno già in commercio le casacche nuove. L’errore di stampa purtroppo era quasi impercettibile: l’avessimo notato prima avremmo rinviato la presentazione ed evitato una situazione così imbarazzante». Che ha messo in difficoltà pure la Givova, che ha così spiegato l’equivoco attraverso le dichiarazioni del responsabile marketing Antonio Mandile: «Eravamo ignari dell’errore che è riconducibile ai fornitori cinesi ed alle difficoltà di comunicazione che spesso s’incontrano. Per quanto i nostri controlli siano capillari, s’è verificato questo spiacevole inconveniente. Abbiamo già mandato al macero tutte le casacche difettate e sono già in lavorazione le nuove».

  33. passionemaglie.it scrive:

    L’ultimo episodio è grave e francamente la scusa dei problemi di lingua con i cinesi non è il massimo. La tristezza è vedere come tutti oramai producono in Cina, alla faccia del “Made in Italy” come già scritto da altri lettori.

  34. alessandro scrive:

    RISPETTARE,STORIA,TRADIZIONE,TIFOSIIIIIII

  35. alessandro scrive:

    ……..tailored umbro……….THE BEST……

  36. alessandro scrive:

    “caro” footbalandre qui non siamo ad anno zero siamo a passione maglie!!!
    RISPETTO

  37. passionemaglie.it scrive:

    Alessandro, proprio perchè siamo su Passionemaglie ti prego di non esagerare. Argomenta le tue tesi se vuoi continuare a commentare, ma ti prego non scendere nell’arroganza da italiano medio.

    FootballAndre non ha scritto nulla di irrispettoso nei tuoi confronti, ha solo espresso il suo parere. Plachiamo quindi gli istinti da ultras o sarò costretto a chiudere i commenti.

  38. giglio66 scrive:

    Intanto, mentre noi siamo a discutere, la Lotto sta pensando ai nuovi modelli da proporre per il prossimo campionato. Palermo, Udinese, Fiorentina (???) sono avvisati….
    Queste due foto, riguardano la possibile nuova maglia della squadra Francese del Nizza. Notare come gli “inserti” color oro siano sempre nella mente dei progettatori e disegnatori della Lotto…

    t8m980.png

    t8m980.jpg

      • FootballAndre scrive:

        Mi sa che ha poco da preparare! Hanno perso Udinese e Palermo, prese ormai ufficialmente da Legea e sui contratti internazionali… staremo a vedere!
        Anche nel Milan del prox anno ci sarà parecchi oro e poi per non parlare della seconda dell’Inter! Pronti ad avere i brividi?

        • giorgio scrive:

          dimmi una cosa la maglia del prossimo anno avra la strisca nera centrale?
          il logo adidas tornera sulla sinistra?

    • squaccio scrive:

      PERSONALMENTE non sono un fan della lotto attuale soprattutto per le orribili toppe; ma credo che con queste maglie anonime qua raffigurate si sia toccato il fondo

    • salvatore scrive:

      mamma che schifo…sta lotto con questi inserti oro ha trasformate le maglie di calcio come un barattolo di Caffè….

    • giorgio scrive:

      e orrenda

  39. alessandro scrive:

    sempre peggio…..

  40. alessandro scrive:

    vorrei sapere se è possibile sapere chi cambia sponsor il prossimo anno e se ci sono foto,grazie

    • giglio66 scrive:

      Per avere delle foto è ancora presto !!!!
      sul chi cambia sponsor, invece, se leggi il commento di “footballAndre” c’è scritto che Palermo ed Udinese passeranno da Lotto a Legea.

      So che anche la Fiorentina ha il contratto con la Lotto in scadenza, ma al momento non ho altre notizie.

      • FootballAndre scrive:

        Fiorentina è confermata e pure lì c’è un po di oro. La maglia terza finalmente cambia colore e diventa…giallo “acido”.
        Nessun altra variazione di rilievo per ora a parte Macron che si becca il West Ham, ma questa è un’altra patria…

        • giglio66 scrive:

          Queste tue “anticipazioni” mi lasciano interdetto……Se veramento sicuro ??????????

        • FootballAndre scrive:

          Sicurissimo. Al 99%. Lascio un percento alle possibilità più strane (calamità naturali, Pantaleo Corvino che mangi un riso in bianco e Della Valle che si compri un paio di espadrillas). Sono anche abbastanza certo che non ci saranno altre variazioni di rilievo anche perchè ci sono pochi soldi per andare “all’attacco” di contratti già in essere o per la stipula di nuove intese.

        • giglio66 scrive:

          Quindi, fermo restando nelle tue affermazioni, la Lotto diverrebbe il marchio con la sponsorizzazione più lunga (in termini di tempo) per la squadra viola, tenendo conto cheil primo contratto fu firmato nel 2005.

          Mi devo pertanto rassegnare……..e subire altre “accozzaglie” cromatiche del marchio Trevigiano…..maremma cane…

        • Sandro scrive:

          Beh un’altra variazione di rilievo è il Lione che passa dall’Umbro all’Adidas. L’accordo è stato firmato un anno fa non a caso si mormora che quest’anno l’Umbro abbia fatto delle maglie brutte di proposito (la seconda sfumata è orrenda)

        • giorgio scrive:

          a me la prima maglia del lione piace
          l’unico difetto e che il logo umbro e quello del lione sono troppo in altro
          ma il resto e molto bello

    • giorgio scrive:

      spero che passi all’umbro

  41. alessandro scrive:

    sicuramente avrei comprato la maglia del west ham firmata umbro……ma con macron….. ne dubito,so che il napoli è in trattativa con l’adidas

    • salvatore scrive:

      impossibile alessandro la macron ha un contratto di 3 anni con il napoli…quindi ha ancora altri due anni di contratto valido…

    • FootballAndre scrive:

      Fino a poco tempo fa… ma erano in trattativa anche Legea, Umbro, Under Armour e Diadora ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il bonifico. E non dimentichiamo che Adidas fino a 5 anni fa era sponsor anche dei viola e che hanno già preso una decisione piuttosto radicale sponsorizzando un solo club di rilievo in Italia, mentre ne hanno almeno due in ogni lega professionistica Europea.

      • giglio66 scrive:

        attento, Diadora è fallita !!! il marchio è stato rilevato dalla geox !!

        • Riccardenburg scrive:

          a me la maglia della fiorentina con gli inserti oro piace molto. La trovo molto elegante.

        • FootballAndre scrive:

          Diadora NON è fallita, c’è stato un concordato preventivo, infatti continua a lavorare sponsorizzando e tenendo fede ai contratti. Anzi è previsto un piano di rilancio con tanto di nuovi store monomarca che apriranno a breve. La cessione del ramo d’azienda a Geox vuol solo dire che in pratica… ha portato il libri contabili in tribunale. Insomma in soldoni hai ragione ma ciò non ha impedito che il suo management si muovesse in tempi recentissimi per cercare nuove strade.

  42. alessandro scrive:

    ok mi fido di te

  43. alessandro scrive:

    dove posso trovare la maglietta umbro SS LAZIO ,stagione 1997-98?

  44. alessandro scrive:

    il contratto più lungo è puma lazio………purtroppo…..

    • Marco scrive:

      e quando scade?
      poveri tifosi della lazio, che si devono sorbire la puma oltre che x la nazionale anche x la loro squadra

      • FootballAndre scrive:

        E l’anno prossimo si dovranno sorbire anche la maglia Away color verde militare. Giuro che una cosa così non l’ho mai vista. La terza però è bianca.

  45. alessandro scrive:

    credo 2014-2015

    • giangio87 scrive:

      io credo che la lazio abbandonerà la puma quando la società franco-tedesca uscirà dall’azionariato della lazio

      • giorgio scrive:

        non sapevo che la puma avesse delle quote della lazio
        io spero che non lasci dopo tutti questi anni insieme ormai sono legati l’uno all’altro
        per me e stato un brutto colpo non vedere piu l’opel sulle maglie del milan
        preferirei evitare il ripetersi con la lazio

  46. alessandro scrive:

    ma la verde per la la lazio!!!!!! NOOOOO!!!!!! sarebbe troppo,la puma si vede che non gli interessa vendere la maglietta a noi tifosi laziali

  47. Sandro scrive:

    cosa?!?!?!?!?!?!?!

    dopo la maglia rosa per il portiere (usata si e no un paio di partite dopo le proteste dei tifosi, e ci mancherebbe!), questi propongono una divisa verde come seconda?!?!?!!?

    per caso hai delle foto? non per sfiducia, ma è una notizia clamorosa e vorrei vedere con i miei occhi

  48. alessandro scrive:

    e pensare che nella stagione 83-84 la Lazio ha giocato con una divisa verde con l’aquila stilizzata……..ma durò poco.

  49. giorgio scrive:

    tra le aziende italiane vi siete dimenticati della fila

  50. alessandro scrive:

    ma ste foto ci sono di questa “benedetta” maglia verde?

    • salvatore scrive:

      se non sbaglio ho sentito dire che vicino alla maglia verde, a chiunque l’acquisterà, danno anche una scatola di “arbre magique” verde chiaramente…

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